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La prima cosa che ti voglio dire è che il caso non esiste, quindi se sei approdato qui non è per caso. Detto questo ti auguro che tu possa trovare qualcosa, anche una piccola cosa che ti colpisca, che senti tua, come se fosse stata scritta per te in questo momento.

 

 

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Clematis - La Clematide e il sentirsi separati dagli altri

E' sorprendente vedere come la clematide sia sempre presente fra noi:cambia aspetto, si trasforma, ma non scompare mai.Il suo è un comportamento veramente speciale in quanto di solito un fiore nasce, sboccia, muore e non lo si rivede più fino all'anno successivo, in corrispondenza della prossima fioritura. Lei no, rimane, cambia abito ma non scompare mai del tutto, difatti è abbastanza usuale vedere i nuovi fiori nascere accanto alle sue vecchie vestigia, in uno strano intreccio di vita e di morte, dando vita ad un quadro sospeso in cui non vi è nessuna separazione. Con lei, pur nelle sue continue metamorfosi, è possibile mantenere un contatto visivo in tutti i periodi dell’anno. Ed è proprio per questa sua caratteristica che gli inglesi l’hanno chiamata “gioia del viandante”, in quanto il fiore gli è di compagnia durante le sue peregrinazioni, in modo che egli non debba mai sentirsi solo.

E’ il fiore della consapevolezza del presente, della concentrazione, il rimedio che ci aiuta a superare il conflitto di separazione sensoriale, epidermica e visiva. La sensazione che si prova è quella di sentirsi separati dal resto del mondo, di non appartenere a nessuna realtà specifica, si vive sospesi, perennemente con la testa fra le nuvole. La distrazione, l' assenza, la mancanza di memoria e di percezione corporea, porta il soggetto che incarna le caratteristiche di Clematis a condurre una vita scollegata con la realtà, fortemente  ripiegata dentro di sé. E’ spesso assorto nei propri pensieri, ha bisogno di dormire molto e nei casi limite talmente distante da sembrare finto. 

E’ il dolore che ha condotto la persona in questo stato, e la Natura lo ha, come sempre, tutelato. Il dolore di Clematis non è manifesto, non appare, non è tangibile, ma alla forte sensibilità del dottor Bach questo dolore non è sfuggito, come pure le cause che possono aver determinato uno stato psichico. Il ritratto che ci offre Bach è proprio quello di una persona che ha vissuto un conflitto di separazione, si è così ritagliata uno spazio tutto suo in cui sostare in attesa di una realtà migliore. Clematis nella sua assenza non sente, spesso galleggia per molto tempo come “un essere sospeso” in una specie di dimensione crepuscolare e indefinita.

Questa rottura di contatto sensoriale viene evidenziata anche dall’apparato radicale del fiore, per cui le sue radici corte e deboli non permettono un forte radicamento. Nell’epidermide ci sono dei cosiddetti recettori, che inviano al cervello il messaggio del contatto e nel caso in cui si vive un conflitto di separazione inteso come una rottura improvvisa di contatto corporeo, sensoriale, l’epidermide comincia ad ulcerarsi dove il contatto non è più possibile, per diminuire, attraverso la riduzione del tessuto epiteliale, la superficie di contatto e la sensibilità.

Si tratta di diventare insensibili in quella parte del corpo la cui perdita improvvisa di contatto ha generato dolore. In fase di riparazione si possono avere le innumerevoli affezioni che sono oggetto di studio della dermatologia, quali le manifestazioni cutanee tipo eczemi, esantemi neurodermatiti, dermatiti, orticarie, dove la pelle può diventare secchissima, disidratata, fino ad avere delle spaccature, e perdere progressivamente la sensibilità cutanea, e in soluzione manifestare arrossamenti, gonfiori, pruriti e dolori, eventualmente febbre. Se il conflitto riguarda il cuoio capelluto si avrà la caduta dei capelli, l’alopecia.

 

 

Beech - Il Faggio e i problemi alla testa e alla cervicale

Albero maestoso, fiero, raffinato, di prima grandezza, che io amo in maniera particolare. In estate i rami, partendo dai bei tronchi, si intrecciano, a formare fittissime cupole, tanto da non vedere il sole, dando origine ad una frescura e ombra davvero unica, dove una volta, così viene tramandato, le streghe ci danzavano sotto. Calpestando il suolo, lo resero sterile e ostile perfino all'erba che lì fa fatica a crescere. Questi alberi, oltre ad avere un aspetto severo e spigoloso, trasmettono un'impressione di forza, rigore e tenacia. In mezzo ad una faggeta sentiamo vibrare un'atmosfera imponenete ed austera simile a quella delle cattedrali gotiche con le loro alte colonne e le ramificate arcate ogivali.

E' difficile pensare a qualcosa che stia sopra il faggio, ecco perchè è così prezioso per la nostra cervicale. Quando non ci sentiamo adeguati dal punto di vista intellettivo verso qualcuno che è gerarchicamente superiore a noi, oppure verso una persona con la quale non riusciamo a competere, che ci schiaccia, che ci fa sentire stupidi, le nostre vertebre cervicali si assottigliano, si "svalutano" e quando, a conflitto risolto si ricostruiscono, ecco che noi soffriamo di cervicalgia o mal di testa. Si ha quindi bisogno, per guarire definitivamente, di innalzarsi sopra chi ci schiaccia, proprio come fa il faggio, che dall'alto dei suoi 30 metri, gode della libertà di esprimersi in tutta la sua bellezza e magnificenza.

 

 

 

 

Inversione di rotta

"E' solo perchè abbiamo abbandonato la via della Natura per quella dell'uomo che abbiamo sofferto, ma ci basta compiere il cammino inverso per essere liberati dalle nostre afflizioni". (E.Bach)

 

 

Il senso di colpa

Immaginate un bambino che stia mangiando la nutella, la mamma lo scopre e lo rimprovera aspramente e gliela porta via. Che cosa proverà il bimbetto? Rabbia, risentimento e senso di colpa. Si sentirà in colpa non certo per la nutella che per lui è stata un'esperienza paradisiaca, quanto per aver infranto le regole prendendo il vasetto di nascosto, per aver disobbedito alla mamma e averle procurato un piccolo dispiacere.

Dal punto di vista puramente biologico il senso di colpa nasce dall'incapacità di difendersi adeguatamente da quello che percepiamo come un attacco alla nostra integrità. Il bambino non ha avuto modo di difendersi! Il senso di colpa che porta alla stagnazione e alla continua sofferenza trova il suo rimedio evolutivo in Pine, il fiore saturnino che in inverno si converte in cenere e pietra.

E'la stagione dell'anno in cui nell'immaginazione popolare Santa Claus esce dal bosco di conifere per far visita all'umanità e a seconda del comportamento dei bambini l'implacabile anziano porta con sè doni oppure un libro dove sono registrati tutti i peccati e le mancanze...Ma come ci ricorda Jorge Luis Borges il peggior peccato che uno possa commettere è quello di non essere stato felice. Quindi buona merenda a tutti!