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RIMINI: 7 - 8  Ottobre 2017

Segnature planetarie e mitologiche dei  Fiori di Bach

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Il senso di colpa

Immaginate un bambino che sta mangiando la nutella, la mamma lo scopre e lo rimprovera aspramente e gliela porta via. Che cosa proverà il bimbetto? Rabbia, risentimento e senso di colpa. Si sentirà in colpa non certo per la nutella che per lui è stata un'esperienza paradisiaca, quanto per aver infranto le regole prendendo il vasetto di nascosto, per aver disobbedito alla mamma e averle procurato un piccolo dispiacere.

Dal punto di vista puramente biologico il senso di colpa nasce dall'incapacità di difendersi adeguatamente da quello che percepiamo come un attacco alla nostra integrità. Il bambino non ha avuto modo di difendersi! Il senso di colpa che porta alla stagnazione e alla continua sofferenza trova il suo rimedio evolutivo in Pine, il fiore saturnino che in inverno si converte in cenere e pietra.

E'la stagione dell'anno in cui nell'immaginazione popolare Santa Claus esce dal bosco di conifere per far visita all'umanità e a seconda del comportamento dei bambini l'implacabile anziano porta con sè doni oppure un libro dove sono registrati tutti i peccati e le mancanze...Ma come ci ricorda Jorge Luis Borges il peggior peccato che uno possa commettere è quello di non essere stato felice. Quindi buona merenda a tutti!

 

 

 

 

La gioia del viandante

E' sorprendente vedere come la Clematide sia sempre presente fra noi. Cambia aspetto, si trasforma, ma non scompare mai. Il suo è un comportamento speciale, di solito un fiore nasce, sboccia, muore e non lo si rivede più fino all'anno successivo, in corrispondenza della prossima fioritura. Lei no, rimane, cambia abito ma non scompare mai del tutto, difatti è abbastanza usuale vedere i nuovi fiori nascere accanto alle sue vecchie vestigia, in uno strano intreccio di vita e di morte, dando vita ad un quadro sospeso in cui non vi è nessuna separazione.

In passato la chiamavano la gioia del viandante, gli faceva compagnia, sicuramente poteva essergli di conforto per gli spostamenti più difficoltosi. Ancora oggi possiamo goderne della sua presenza: lei è sempre lì, leggera, con il suo aspetto lunare e trasognato, mai con i piedi per terra, piuttosto sospesa e sostenuta da ogni genere di alberi, arbusti, ma anche semplicemente da rocce o recinzioni. La sua natura non appartiene alla terra, la sua eterna visibilità comunica direttamente con la nostra anima con la quale condivide la medesima sorte: non muore mai.

 

 

Tu e l'Universo

Se sei fortunato, la guarigione si manifesterà nella forma che desideri. Se sei molto fortunato, la guarigione si manifesterà in una forma che non hai mai neanche lontanamente immaginato, quella che l' Universo ha preparato per te. (Eric Pearl)

 

 

 

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Conviene annaffiare

La conoscenza si intristisce e muore miseramente se non viene nutrita attraverso le nostre azioni ed esperienze che la vivificano.